Partiamo da alcuni dati, in modo tale da fare il punto della situazione. Con la riapertura imminente degli istituti italiani, nell'arco di tempo compreso tra il 6 e il 10 settembre l'argomento più ricercato sul web, in ambito educativo, è stato proprio quello inerente all'istruzione parentale. A seguire, secondo i dati riportati da Adnkronos, il termine "educazione", comprendente l'istruzione nel suo complesso.

Alla luce delle problematiche riportate, non è un caso che sui social e sul web più in generale siano aumentate nettamente le ricerche relative al cosiddetto "homeschooling", l'istruzione parentale da impartire in casa.

Istruzione parentale: come funziona

Ma come funziona l'istruzione parentale? A fornire maggiori delucidazioni ci ha pensato direttamente la legge italiana, con il d. l. n. 297 del 16 aprile 1994. Il decreto, all'articolo 11, stabilisce che i genitori o i tutori del soggetto obbligato (per legge) a proseguire il percorso scolastico, possono optare per una metodologia di istruzione privata.

Per far sì che ciò avvenga, i genitori/tutori dovranno dimostrare la sussistenza delle condizioni tecniche ed economiche per garantire l'istruzione al diretto interessato.

Homeschooling: dall'asilo al liceo

L'homeschooling, dunque, non è altro che la pratica con la quale si sceglie di istruire il proprio figlio direttamente da casa. A tal proposito, va precisato che la pratica dell'istruzione parentale, perlomeno in Italia, è perfettamente legale: ciò che conta, infatti, non è mandare il giovane a scuola, bensì istruirlo, optando per le modalità che si ritengono più adatte per la sua persona.

Già, ma da che età in poi è possibile dare il via alla pratica dell'homeschooling? Trattandosi di un metodo di insegnamento "parallelo" a quello scolastico, i genitori/tutori dell'interessato possono scegliere di iniziare le lezioni domestiche nella fascia che va dai 6 anni ai 16. Prima e dopo questi estremi, infatti, non vi è l'obbligo di istruzione, per cui è possibile impartire la formazione al bambino in qualsiasi arco di tempo all'interno della fascia citata.

Tuttavia, si tenga presente che se lo studente viene ritirato da scuola dopo la fine del mese di marzo, così da poterlo istruire attraverso l'homeschooling, egli verrà sottoposto al giudizio finale da parte dei docenti, avendo frequentato l'istituto per gran parte dell'anno scolastico. In caso di valutazione negativa, i tutori dell'interessato potranno ugualmente recuperare lo studio perduto facendo fede al programma della classe, sino a condurre lo studente all'esame finale.

Compiuti i 16 anni di età, la pratica dell'homeschooling può proseguire o interrompersi, essendo venuto meno l'obbligo di istruire il giovane. In ogni caso, quest'ultimo è libero di scegliere quando e dove sostenere l'esame per l'ottenimento del diploma di maturità, utile per ottenere maggiori opportunità lavorative.

Come aprire una scuola parentale

L'homeschooling, specie in tempi di incertezza come queli in cui viviamo, rappresenta una valida alternativa all'istruzione scolastica. Ma come fare per aprire una scuola parentale? Quali sono gli obblighi e i doveri ai quali i genitori e i tutori devono sottostare? Facciamo un po' di chiarezza.

La scuola parentale può essere aperta da un qualsiasi collettivo di genitori, in virtù del fatto che sono loro stessi a dover garantire l'insegnamento ai bambini sotto la loro egida. Il collettivo può quindi scegliere di aprire liberamente e in qualsiasi momento una scuola parentale, purché vi sia un gruppo di bambini pronto ad essere istruito da un insegnante con una solida formazione culturale.

Per rendere il tutto più "ufficiale", i genitori possono organizzare l'attività creando un'associazione apposita, attraverso cui perseguire lo scopo dell'istruzione dei giovani. Nello specifico, si potrà procedere con la costituzione di una società senza scopo di lucro, di una società cooperativa sociale, di un'associazione semplice o di un comitato di genitori; l'entità della scelta, logicamente, dovrà ricadere in base alle reali esigenze del collettivo.

Sul piano pratico, le lezioni potranno svolgersi presso luoghi appositi e scelti in accordo tra i vari membri del comitato. Si potrà optare per luoghi privati (abitazioni e appartamenti dei facenti parte dell'associazione) o pubblici (parchi), optando per la soluzione più adatta a seconda delle possibilità economiche e di spazio.

Scuola parentale: costi

Particolarmente interessanti sono le questioni economiche relative alla frequentazione della scuola parentale.

Per quanto riguarda l'ottenimento dei libri di testo, i genitori possono fare affidamento sui volumi che il comune di residenza fornisce alle famiglie in maniera del tutto gratuita. Per ottenere il materiale in questione è necessario effettuare una richiesta apposita attraverso la cedola libraria, una procedura valida esclusivamente negli anni della scuola primaria.

A partire dalla scuola secondaria, infatti, i genitori sono tenuti a pagare di tasca loro i singoli volumi da acquistare, tenendo presente che nella scuola parentale è possibile avvalersi anche di testi alternativi a quelli sfruttati negli istituti scolastici, a totale discrezione dell'insegnante.

Per quanto riguarda le spese accessorie, invece, lo Stato non garantisce alcun fondo da destinare alle scuole parentali. I comitati di genitori dovranno occuparsi della scelta (e dell'eventuale affitto) di uno o più locali, dell'acquisto dei prodotti di cancelleria, degli arredi e di qualsiasi altro dettaglio inerente all'erogazione dell'istruzione.

Per saperne di più

Un modo utile per conoscere più da vicino il mondo dell'homeschooling è quello di affidarsi alla lettura di manuali e testi scritti da esperti del settore.

Dandelion Publishing. Altri consigli pratici offerti da genitori insoddisfatti del percorso scolastico dei figli. Fondamentale per chi si è appena avvicinato all'homeschooling.

Cecilia Fazioli. Impostato in un'ottica pratica, il saggio di Fazioli è incentrato sulle modalità per trasformare l'istruzione parentale in un'efficace opportunità formativa a misura di giovane.

Alessia Kabeira Valmorbida. Testo scritto in forma di manuale e indirizzato a chi ha intenzione (o a chi l'ha già fatto) di mettere in piedi un progetto di homeschooling.

Erika Di Martino. L'autrice si occupa delle tematiche dell'homeschooling ponendo l'accento sull'obsolescenza del sistema scolastico italiano. Inoltre, l'autrice propone interessanti spunti pratici per l'avvio dell'istruzione parentale domestica.

Amy Knepper, "Progetto Homeschooling. Come pianificare un anno di educazione parentale adatto alla vostra realtà famigliare". Un libro che affronta l'homeschooling da un piano prettamente pratico, fornendo delucidazioni sulla pianificazione attiva di un anno di istruzione parentale.

André Stern, "Non sono mai andato a scuola. Storia di un'infanzia felice". La condivisione della esperienza "non-scolastica" (positiva) di un uomo che a scuola non ci è mai andato. Una testimonianza essenziale e preziosa.

I. Ungaro, M. R. Brunori. L'esperienza di due genitori e dei loro due bambini, Simone e Andrea, alle prese con il progetto "Educazione libera in famiglia". Una testimonianza semplice e sincera.

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