Prestare maggiore attenzione agli alimenti che si assumono giornalmente è una tendenza che si sta facendo strada anche nelle giovani generazioni.
La crescente sensibilità verso prodotti a chilometro zero, provenienti da filiere controllate e in cui sono osservati scrupolosi controlli di qualità è tangibile e consente di procedere verso un modo di pensare e agire sempre più sostenibile.

Una delle sfide a cui è sottoposta la rivoluzione ecostostenibile in campo alimentare è quella del contenimento dei costi perché, come rilevato da alcuni studi che hanno lo scopo di analizzare i dati sulle opinioni raccolte dai consumatori, i prezzi di alcune categorie di prodotti green non sempre sono alla portata di tutti.

Innovazione tecnologica e sicurezza alimentare: le priorità nel carrello

L'evoluzione tecnologica nel settore del packaging alimentare e la disponibilità sul mercato di cibi provenienti da filiere gestite in modo responsabile sono due fattori che stanno entrando, poco a poco, nelle abitudini degli italiani quando selezionano i loro acquisti.

Secondo uno studio condotto denominato IBM Food Sustainability 2020, portato avanti da 2 importanti società tra Europa e Stati Uniti e volto a testare le opinioni di 3.500 partecipanti riguardo al tema alimentazione green e giovani, emerge una maggiore sensibilità al riguardo, con un freno posto dai prezzi, talvolta considerati troppo elevati.

Questi dati sono molto importanti perché riportano una percezione diffusa tra i consumatori italiani, i quali si sentono più consapevoli nella scelta degli alimenti che acquistano ogni giorno e che devono preferibilmente riportare l'origine del raccolto se si tratta di frutta e verdura, il metodo di allevamento di carne e pesce e il luogo di provenienza, nonché l'assenza di eventuali sostanze chimiche nel mangime degli animali.

Cibo e sostenibilità: i desideri delle giovani generazioni

Nella tendenza a consumare cibi più green, i più virtuosi sono sicuramente i più giovani; inoltre, le donne risultano più orientate all'acquisto di alimenti derivanti da colture e allevamenti sostenibili. Questi risultati, evidenziati nello studio sulla sostenibilità alimentare 2020, mostrano che le generazioni più recenti pongono una maggiore attenzione alla qualità nutrizionale dei cibi che acquistano e assumono.

Coloro che, invece, ancora risentono degli effetti del Dopoguerra, sono in parte condizionati dalla quantità degli alimenti a disposizione, ma molti di loro sono consapevoli della necessità di porre l'accento sull'equilibrio nutrizionale dei cibi, per mantenersi in salute e scongiurare patologie a carico dell'apparato respiratorio e vascolare. I risultati dello studio sulla sostenibilità alimentare mostrano che più della metà degli italiani preferisce mettere nel carrello alimenti di origine biologica, certificati e possibilmente non OGM, ossia geneticamente modificati.

Per quel che riguarda l'allevamento e la macellazione delle carni, maggiore attenzione è posta sui metodi di alimentazione dei capi di bestiame, sulla gestione etica e responsabile di pascolo, macellazione e distribuzione. Ma, soprattutto, i desideri dei giovani si concentrano sulla necessità di ridurre gli sprechi al massimo per garantire, sia nel breve che nel lungo periodo, qualità e freschezza, origine certa dei cibi e ottimizzazione delle risorse a disposizione.

In un'ottica sempre più diffusa, che vede il Pianeta come un'entità unica e di cui non è disponibile una versione di riserva, il buon senso delle giovani generazioni è un segno di speranza e positività, da seguire con fiducia.

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